L’associazione Artemisia ritiene che la violenza di genere sia prima di tutto un fatto culturale.
Essa affonda le sue radici nel patriarcato che determina una disparità di potere e di conseguenza discriminazione e negazione dei diritti. La convenzione di Istanbul non a caso ha definito chiaramente la violenza di genere come una violazione dei diritti umani. Proprio per questo, fin dall’inizio del nostro percorso associativo, abbiamo ritenuto che fosse importante la sensibilizzazione e l’informazione sul fenomeno della violenza contro le donne e sugli strumenti per combatterla, soprattutto parlando alle giovani donne e ai giovani uomini, adulte e adulti di domani.
Abbiamo iniziato a entrare nelle scuole, imparando con il tempo, proprio grazie alle loro domande, alla loro curiosità, o alla sollecitazione di docenti sensibili al tema, che l’urgenza emersa è diventata quella “formativa” più che “informativa”. Abbiamo imparato a strutturare i nostri interventi concordandone i contenuti con i docenti, in base alla tipologia di scuola, al tipo di classe, all’età degli studenti. Siamo oggi in grado di proporre alle scuole i seguenti percorsi, ognuno personalizzabile e modulabile in base alle esigenze educative individuate:
1) le radici culturali della violenza e gli strumenti per affrontarla ed uscirne;
2) percorsi di parità di genere, stereotipi, la violenza nel linguaggio verbale e nel linguaggio delle immagini;
3) i diritti acquisiti, i diritti da difendere, i diritti ancora da conquistare.
Ogni intervento prevede sempre un’iniziale presentazione dell’associazione, delle sue attività, in particolare il servizio dello sportello antiviolenza e il suo funzionamento con distribuzione di materiale informativo (opuscoli, brochure).
Sono possibili interventi per piccoli gruppi (esempio 1/2 classi) o anche per gruppi più numerosi (ad esempio assemblee di istituto).
L’approccio metodologico prevede:
a) un confronto preventivo con i docenti (o nel caso delle assemblee di istituto docenti + studenti) per concordare la tipologia di intervento e i contenuti dello stesso;
b) se lo si ritiene utile, la rilevazione, attraverso semplici questionari, dei bisogni o del livello di conoscenza e consapevolezza dei temi che si sceglie di affrontare;
c) l’utilizzo di video, immagini o testi a partire dai quali stimolare riflessioni critiche, dialogo e ricerca delle risposte attraverso l’ascolto reciproco e il confronto.
