A te, giovane donna che durante un colloquio di lavoro ti chiedono se hai intenzione di avere una famiglia o fare dei figli;
A te donna lavoratrice che a parità di orario e di mansioni vieni retribuita il 20% in meno di un uomo;
A te che hai paura e ti guardi le spalle se torni a casa da sola la sera tardi o viaggi su un mezzo pubblico;
A te che, se ti assenti dal lavoro per maternità, torni e trovi il tuo posto occupato da un altro/a;
A te donna che ti vedi negato un tuo diritto perché non trovi un ospedale senza medici obiettori;
A te che ti senti donna realizzata anche senza un uomo o senza diventare madre;
A te che denunci le violenze subite anche se ti dicono che hai aspettato troppo a farlo;
A te che denunci le violenze subite anche se ti dicono che in fondo te la sei cercata;
A te bambina che sogni di essere ciò che desideri anche se ti dicono che non devi sognare “cose da maschi”;
A te donna che ti pieghi solo per aiutare un’altra donna a rialzarsi:
Buon 8 marzo!

