di Elisa Prosperi, Martina Biagioli e Melissa Santolini
Artemisia è stata partner di un importante progetto di rete, P.R.I.M.E. DONNE, dal 2017 al 2019.
Il progetto prevedeva, tra le varie azioni, che i centri antiviolenza della provincia di Ancona si impegnassero insieme nel contrasto alla violenza contro le donne attraverso la prevenzione e la formazione, da rivolgere in particolare alle giovani generazioni in un’ottica di sradicamento degli elementi culturali e degli atteggiamenti che alimentano la violenza sulle donne.
L’obiettivo è stato quello di mettere attivamente in discussione gli stereotipi di genere che, anche inconsapevolmente, alimentano le differenze e le discriminazioni.
Il progetto, che ha avuto una durata di due anni, è stato rivolto ad alunni ed insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie per sensibilizzarli rispetto ai temi della disparità di genere.
Il lavoro proposto si è articolato con moduli di formazione agli insegnati e alle classi, che sono state individuate dalle formatrici, attraverso laboratori specifici e lezioni frontali, suddividendo la formazione in base alle fasce d’età.
Nello specifico la formazione si è così svolta:
- Formazione alle insegnanti delle scuole primarie (Ciampicali-Mazzini) e secondarie di primo grado (Marco Polo);
- Formazione agli alunni della scuola media Marco Polo (terza media);
- Formazione agli alunni della scuola elementare G. Mazzini (quarta elementare);
- Formazione agli alunni della scuola dell’infanzia Ciampicali (età cinque anni);
- Formazione alle insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado (Vivarelli-Morea);
- Formazione agli alunni delle due scuole superiori (classi quarte).
Per quanto riguarda la formazione agli insegnanti, abbiamo focalizzato l’attenzione sui seguenti temi:
- Leggere la violenza sulle donne e le sue diverse forme;
- Informazioni sulla violenza alle donne e sugli strumenti adatti a prevenirla;
- Convenzione di Istanbul;
- Glis tereotipi legati al genere: esempi dalle aree umanistica, scientifica, storica e artistica;
- Slides e analisi delle immagini dei libri “cosa fanno le bambine” – “cosa fanno i bambini” di Nikolaus Heidelbach;
- Il corpo differente: corpo e soggettività femminile/maschile;
- Noi e gli stereotipi;
- Teorie pedagogiche ed educative e pensiero della differenza;
- Educazione alla parzialità;
- Decostruzione della falsa neutralità della cultura;
- Linguaggio e soggettività: come far emergere due generi.
Gli obiettivi riguardanti la formazione agli insegnati sono stati i seguenti:
- Riconoscere la violenza e il supporto culturale su cui si basa;
- Analizzare gli stereotipi di genere e valutarne limpatto nella costruzione della idenatità di genere;
- Fornire strumenti per contrastare ogni forma di discriminazione e disparità di genere all’interno del contesto scolastico.
I temi affrontati nella formazione degli alunni sono stati i seguenti:
- Lettura della violenza sulle donne e riconoscimento delle diverse forme;
- Lavoro sull’empatia;
- Gli stereotipi legati al genere;
- Il corpo differente: corpo e soggettività femminile/maschile;
- Noi e gli stereotipi;
- Educazione alla parzialità.
Gli obiettivi educativi generali sono stati i seguenti:
- Favorire il riconoscimento dei caratteri e delle emozioni legate al genere;
- Esprimere i desideri personali analizzando il contesto familiare e sociale, superando i ruoli di genere;
- Supportare i ragazzi nella costruzione di equilibrate relazioni tra generi;
- Trasferire ai ragazzi gli strumenti per poter riflettere e interpretare correttamente “gli stereotipi sessuali”;
- Agire sugli ostacoli culturali e sociali che legittimano la violenza e le disuguaglianze;
- Sviluppare le risorse umane, prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione;
- Favorire la crescita di sé e delle proprie aspirazioni ed il riconoscimento del proprio ruolo nella società.
Le attività svolte con i ragazzi sono state differenziate a seconda delle età, nello specifico:
Scuola dell’infanzia:
- lettura di una fiaba ed analisi dei personaggi secondo una metodologia di genere (C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa? Casa editrice SetteNove)
Scuola primaria di primo grado:
- Lettura di un racconto ed analisi dei ruoli dei protagonisti – inventare il finale (Mi piace Spiderman, e allora? Casa editrice SetteNove).
- Abbattimento stereotipi di genere attraverso giochi e tabelloni.
Scuola secondaria di secondo grado:
- proiezione video su pregiudizi e stereotipi e successivo brainstorming sui comportamenti connessi col genere;
- A partire dai modelli emersi andiamo insieme a cercare attraverso immagini e testi musicali di definire cos’è uno stereotipo, come agisce e come orienta le proprie scelte;
- Gioco di ruolo preso dal libro “A tavola con Platone”, Casa editrice FS.
- Visione di un video e restituzione dei lavori di gruppo.
Scuola secondaria di secondo grado:
- Questionario sulla identificazione della discriminazione di genere. Brainstorming;
- – Visione di un video e attività “aguzza la vista e cerca gli stereotipi”;
- Visione di un video “Parole d’amore” (sessismo linguistico);
- Proiezione di un film e successiva analisi dei personaggi (“Il diritto di contare” di Theodore Melfi).
Risultati attesi
- Acquisizione della consapevolezza, riconoscimento e capacità di decostruzione degli stereotipi di genere;
- Capacità di gestire le relazioni affettive sulla base del rispetto;
- Favorire il benessere nelle relazioni interpersonali e un linguaggio non giudicante, violento e sessista.
Valutazioni finali
Criticità: le uniche difficoltà riscontrate sono state le opposizioni da parte di alcuni docenti e diversi genitori della scuola primaria, i quali attraverso degli esposti hanno espresso il loro dissenso circa l’attuazione del progetto. Tale situazione è stata gestita e risolta attraverso un’assemblea indetta dall’Associazione Artemisia con l’obiettivo di placare l’allarmismo generale spiegando le attività che sarebbero state svolte con gli alunni e le finalità del progetto stesso.
Osservazioni positive: gli alunni hanno manifestato un buon interesse e un’attiva partecipazione che si è concretizzata attraverso dibattiti, riflessioni e produzioni di elaborati (video, cortometraggi, cartelloni). I ragazzi hanno sottolineato l’importanza di trattare questi argomenti nelle scuole vista la diffusione del problema e la gravità del fenomeno.
