Intervento di Elisabetta Silvestrini sulla Legge 194 nella seduta aperta del Consiglio comunale del 27 settembre 2018

“Domani 28 settembre è la Giornata Internazionale per l’Aborto libero e sicuro, istituita dall’ONU nel 1990. La Giornata Mondiale nasce per difendere in tutto il mondo il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e per la sua depenalizzazione. In Italia il 22 maggio 1978, 40 anni fa, voluta fortemente dalla società civile sotto la spinta dei movimenti delle donne, diventava legge dello Stato il provvedimento “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, conosciuta da tutti in maniera molto riduttiva, secondo noi, come la Legge 194, quella che depenalizza l’aborto. Essa contiene invece delle norme in materia tra le migliori del mondo e, come rilevato all’epoca dalla stampa, rappresentò una vera e propria rivoluzione rispetto all’ordinamento precedente. Da sottolineare che questa legge rimane anche uno dei provvedimenti più osteggiati della storia d’Italia.

L’Associazione Artemisia, unitamente ai movimenti e alle associazioni di donne di tutta Italia, denuncia i continui attacchi che provengono da varie parti e che mirano a riportarci indietro di decenni sul fronte dei diritti delle donne. Diritti che sono stati acquisiti anche molto faticosamente. Nonostante la validità della legge a 40 anni di distanza, non ne viene garantita la piena applicazione nella maggior parte delle strutture sanitarie del paese, compresa la regione Marche, dove l’obiezione tocca il 70% circa delle strutture e in alcune zone è del tutto assente, a causa appunto dell’obiezione di coscienza. Obiezione di coscienza, che pur restando un diritto, non può e non deve impedire la piena applicazione della legge, calpestando l’altrettanto fondamentale diritto delle donne a una scelta libera e consapevole. A Fabriano la legge viene applicata, per fortuna, da anni grazie all’operato del servizio consultoriale del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale.

L’Associazione Artemisia, di cui faccio parte, si è costituita nel 2013 con l’intento di promuovere e valorizzare l’affermazione della donna in ogni ambito socioculturale e di operare contro ogni forma di violenza e di discriminazione di genere. Tra le priorità che ci siamo poste due sono le principali: l’apertura di uno sportello antiviolenza che dal 2015 opera su tutto il territorio dell’ambito 10 e la difesa della 194. Oggi in questa opportuna sede chiediamo nel rispetto globale della Legge 194, che pone fortemente l’accento sull’aspetto della prevenzione, di rilanciare anche nel nostro territorio la funzione del consultorio, quella funzione del consultorio che non si limiti alla sola interruzione di gravidanza, che è già tanto perché nei territori vicino a noi non esiste, ma che attui tutte le misure di prevenzione, di informazione e formazione soprattutto chiaramente tra i giovani per una procreazione responsabile. Infatti nonostante la normativa non sia cambiata, per cui il consultorio mantiene tutte le sue competenze in materia previste dalla legge, per varie ragioni gli aspetti, gli interventi relativi alla prevenzione sono finiti in secondo piano, mentre noi vorremmo e auspichiamo che siano ripristinati.

La procreazione responsabile passa dopo la corretta informazione anche attraverso l’accesso alla contraccezione gratuita e consapevole. Riteniamo pertanto imprescindibile la gratuità dei contraccettivi di base. Vorremmo poi sottolineare un altro aspetto importantissimo, chiediamo che vengano sempre in conformità con la legge 194, l’articolo 15, che vengano rimossi gli ostacoli che attualmente limitano l’accesso all’IVG farmacologica, la Ru486, tecnica sicura e rispettosa e l’integrità della donna a differenza dell’interruzione volontaria chirurgica. La donna deve avere il diritto di accedere a tecniche più moderne e sicure, eliminando soprattutto l’obbligo del ricovero. Chiediamo quindi che vengano prese in considerazione le nostre istanze nel rispetto della legislazione e del diritto delle donne, senza tralasciare di considerare il notevole impatto che queste misure produrrebbero sul risparmio economico e sull’efficienza dei servizi offerti dallo Stato sul proprio territorio.

Difendiamo la Legge 194, perché garantisce il rispetto della libertà di scelta di ogni donna e ne tutela la salute psicologica e fisica; difendiamo la Legge 194 perché siamo per l’autodeterminazione delle donne; le donne hanno il diritto inviolabile di fare scelte su di sé, sulla propria vita riproduttiva e sul proprio corpo.”

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