L’associazione Artemisia ha voluto manifestare in piazza e ringrazia tutte le donne e gli uomini che hanno voluto partecipare a questa “passeggiata rumorosa”.

Abbiamo creduto necessario scendere in piazza dopo i recenti femminicidi di Sara e Ilaria, ma anche per esprimere il nostro disappunto riguardo alla sentenza sul femminicidio Cecchettin. Sappiamo anche noi che giustizia è stata fatta con la condanna all’ergastolo, ma contestiamo il fatto di addurre l’inesperienza come motivazione del mancato riconoscimento della crudeltà.

Con la manifestazione di oggi abbiamo voluto ribadire che il femminicidio si pone al culmine di un continuum di vessazioni, di umiliazioni e di prevaricazioni . Non è mai frutto di un momento di follia. Il femminicida non è afflitto da una patologa psichiatrica, ma è portatore di una cultura patriarcale per la quale la donna è in suo possesso e quando la compagna si sottrae e conquista i suoi spazi di autonomia , si scatena la furia omicida, lucida e preordinata.

I femminicidi sono uomini che preferiscono ucciderti se non possono dominarti e possederti. Le violenze possono perdurare per anni e il delitto è compiuto con enorme crudeltà: le donne vengono accoltellate, rovesciate dalle auto, bruciate, sfigurate, gettate nei burroni. La cronaca non ci risparmia particolari terribili.

Solo con l’educazione delle nuove generazioni e solo con un vero cambiamento culturale di decostruzione degli stereotipi si può affrontare il problema della violenza di genere. Noi di Artemisia operiamo sul territorio e costituiamo un presidio prezioso di ascolto e di supporto per tutte le donne maltrattate.

Noi di Artemisia ci siamo e continueremo a esserci.

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