di Maria Pia Cavalieri
In questo articolo verrà descritto in cosa consiste il reato di stalking, quali sono le caratteristiche dello stalker e le conseguenze psico-sociali per la vittima; da ultimo verranno consigliate misure per proteggersi dagli atti persecutori.
UNA DEFINIZIONE
Con il termine “stalking” si intende un insieme di comportamenti indesiderati tramite i quali una persona affligge un’altra a tal punto da provocargli ansia o paura. Tra i comportamenti indesiderati distinguiamo:
Le comunicazioni indesiderate, che di solito sono rivolte direttamente alla vittima di stalking, ma possono consistere anche in minacce o in contatti con la sua famiglia, gli amici o i colleghi. Tra i mezzi di comunicazione che lo stalker utilizza includiamo lettere, telefonate, mail e sms.
I contatti indesiderati comprendono i comportamenti dello stalker diretti ad avvicinare la vittima, ad esempio pedinamenti, il presentarsi alla porta dell’abitazione o gli appostamenti sotto casa, recarsi negli stessi luoghi frequentati dalla vittima o svolgere le stesse attività.
Tra i comportamenti associati si collocano l’ordine o la cancellazione di beni e servizi a carico della vittima, al fine di danneggiarla o intimidirla. Tipiche condotte di questo tipo sono il far recapitare cibo o altri oggetti all’indirizzo della vittima anche a tarda notte, oppure la cancellazione di servizi quali l’elettricità o la carta di credito all’insaputa della vittima.
CHI È LO STALKER?
Lo stalker può essere un ex-partner, un conoscente, come un collega o qualcuno conosciuto casualmente, oppure un completo estraneo.
Nella maggior parte dei casi gli stalker sono ex-partner. In genere essi agiscono per recuperare il rapporto precedente o per vendicarsi di essere stati lasciati, oppure per entrambi i motivi. Si possono incontrare partner gelosi, controllanti, timidi, con difficoltà relazionali. Alcuni stalker prendono di mira conoscenti, o anche sconosciuti per stabilire con loro una relazione sentimentale; possono avere difficoltà nell’instaurare una relazione normalmente o soffrire di gravi disturbi mentali che li inducono a credere con convinzione all’esistenza di una relazione, che in realtà non c’è, o comunque alla possibilità di stabilirne una.
Altri stalker molestano persone conosciute o sconosciuti allo scopo di vendicarsi per qualche torto reale o presunto. Altri ancora mettono in atto condotte di stalking (soprattutto pedinamenti) nelle fasi preparatorie di un’aggressione sessuale. Questi stalker sono rari e in tali casi la vittima può non rendersi conto di ciò che sta accadendo.
COME CAMBIA LA VITA DELLA VITTIMA DI STALKING?
La ricerca ha dimostrato che chi subisce tali esperienze soffre di ansia, depressione o disturbo post-traumatico da stress. Esiste anche il pericolo che la vittima possa subire vere e proprie forme di violenza da parte dello stalker, soprattutto se quest’ultimo è un ex-partner. In particolare è emerso come il 48,8% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ad opera di un ex partner abbia subito anche comportamenti persecutori.
COME RICONOSCERE IL DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS?
Per disturbo post-traumatico da stress si intende un complesso di sintomi conseguenti ad un evento traumatico di particolare rilevanza. Tra questi: il rivivere il trauma sotto forma di pensieri, ricordi e sogni ricorrenti e intrusivi, l’iperreattività fisiologica, che si manifesta ad esempio con un aumentato stato di allerta, e l’evitamento di stimoli collegati all’evento traumatico. L’intensità dei sintomi post-traumatici provocati dallo stalking è paragonabile ai livelli riscontrati nelle vittime di altri eventi traumatici, come incidenti stradali o rapine in banca.
Una ricerca nazionale, condotta negli USA su 145 casi di stalking ha rilevato, quali conseguenze dello stalking, sostanziali cambiamenti negativi della personalità; in particolare, quelli descritti con maggiore frequenza sono stati l’aumento della prudenza, della sospettosità, dell’ansia e dell’aggressività. In Olanda, Kamphuis e Emmelkamp hanno riscontrato in circa i due terzi di oltre 200 vittime di stalking sintomi psicologici clinicamente rilevanti, valutati tali mediante il General Health Questionnaire. Di recente, Purcell e colleghi hanno esaminato le conseguenze psicologiche determinate da una breve molestia rispetto a quelle indotte da uno stalking prolungato nel tempo, generalmente per diversi mesi. È emerso come i problemi di salute mentale fossero più gravi fra coloro che avevano subito condotte di stalking per più di 15 giorni. Un terzo delle vittime dopo un anno dalla fine dello stalking manifestava ancora problemi di tipo psicopatologico. I disturbi, tuttavia, assumevano una particolare intensità immediatamente dopo l’evento ed erano molto più gravi nell’ipotesi di condotte prolungate nel tempo. Circa il 10% degli intervistati, vittime di stalking, ammetteva di aver pensato di porre fine alla propria vita.
COME CAMBIA LA VITA SOCIALE?
Tra le altre conseguenze si è riscontrato che molte vittime di stalking rinunciano ad andare a trovare amici e parenti e mostrano una limitazione della vita sociale, sono costrette a cambiare numero di telefono ed indirizzo di posta elettronica, a sostenere spese per riparare oggetti di proprietà danneggiati o per installare sistemi di sicurezza e ricorrere a legali e terapeuti per fronteggiare le conseguenze dello stalking. Spesso le vittime sono costrette a cambiare lavoro, casa o a porre fine ad un rapporto sentimentale.
COMPORTAMENTI DA ADOTTARE:
Un punto di partenza nella lotta allo stalking è quello di rendere le vittime consapevoli che, se possono far poco, se non nulla, per cambiare la condotta dello stalker, tuttavia possono cambiare le proprie azioni per proteggersi al meglio.
In tal senso è consigliabile:
Evitare tutti i contatti con lo stalker, spiegando chiaramente e in modo fermo e deciso che non si desidera avere alcun contatto con lui in quanto qualunque forma di contatto può far sperare lo stalker in una relazione con la vittima. Con contatti si intendono anche risposte a telefonate o a richieste scritte di uscire.
Talvolta gli stalker provocano deliberatamente le reazioni della vittima semplicemente per screditarla. Nel caso in cui vittima e stalker dovessero incontrarsi faccia a faccia casualmente o in altro modo, la vittima dovrebbe evitare di manifestare qualunque emozione. Se la vittima è sola dovrebbe cercare di incontrare lo stalker in un luogo pubblico o affollato. Le vittime dovrebbero anche evitare di fare rappresaglie contro gli stalker per quanto giustificate queste possano sembrare.
Cercare l’aiuto delle autorità informandole che si è vittima di uno stalker e che si pensa di presentare denuncia se gli episodi dovessero continuare (ad esempio per più di due settimane). È possibile chiedere una consulenza legale ed informarsi sui vari gruppi che forniscono consulenza, supporto o aiuto.
Può essere molto utile conservare le prove di ogni contatto con lo stalker e documentare ogni forma di comunicazione e di contatto avvenuto su un diario personale o su un agenda specificando cosa è successo (episodio), quando (ora, data e giorno) e dove.
Studiare un piano di sicurezza: la vittima dovrebbe essere resa consapevole del fatto di essere responsabile in prima persona della propria sicurezza e di dover elaborare un piano per sé e per i propri familiari. Il piano di emergenza dovrebbe prevedere anche il fornire informazioni specifiche alle persone che potrebbero in qualche modo aiutare la vittima.
Si può fare una lista di numeri di telefono utili (es. della polizia, di amici, di centri antiviolenza, di un avvocato, ecc.); fornire a coinquilini, amici, familiari e colleghi informazioni sulla situazione di stalking e una descrizione dello stalker, in modo tale da ottenere il loro aiuto e rendere comprensibili i comportamenti adottati, chiedendo anche di avvisare la polizia in caso di rumori forti o comportamenti strani, dando indicazioni anche circa le azioni che dovrebbero essere intraprese nel caso di contatti da parte dello stalker; tenere in macchina una borsa per le emergenze e del denaro, nel caso in cui non fosse possibile rientrare a casa. Fare il pieno di benzina e decidere chi chiamare in caso di problemi, individuando un posto sicuro per parlare in caso di emergenza. Portare con sé un telefono cellulare con la funzione chiamate rapide per contattare un sistema di allarme personale; cambiare spesso le proprie abitudini di vita, ovvero non fare sempre le stesse cose tutti i giorni alla stessa ora. Per esempio, cambiare spesso il percorso per andare a casa, al lavoro o a scuola; parcheggiare in un posto sicuro e ben illuminato e fare attenzione ai veicoli che seguono, annotando i numeri di targa. Cercare se possibile di non viaggiare soli. Sul posto di lavoro è opportuno che la vittima avvisi i colleghi, i dirigenti e gli operatori della sicurezza, chiedendo loro di filtrare le telefonate e supervisionare gli appuntamenti.
Adottare altre misure preventive per tutelare la privacy e la sicurezza: Rendere sicure porte e finestre (installare serrature alle finestre e ai vetri scorrevoli). Sottoporre l’abitazione ad un controllo per verificare il livello di sicurezza e se necessario cambiare tutte le serrature; usare una casella di posta privata; non accettare pacchi se non si tratta di qualcosa che è stato ordinato direttamente. Dare il proprio indirizzo solo agli amici più fidati, chiedendo loro di non annotarlo in rubriche o indirizzari che potrebbero essere sottratti da qualcuno. Altre misure di sicurezza potrebbero essere: non mettere il telefono vicino alle finestre; installare spioncini sulle porte; potare gli alberi e gli arbusti intorno casa.
CONCLUSIONE
Obiettivo dell’articolo è stato fornire una descrizione del fenomeno dello stalking al fine di esserne maggiormente consapevole e conoscere i comportamenti adeguati da adottare per proteggersi. Quindi per stalking si intendono l’insieme delle condotte persecutorie verso una persona che interferiscono nella vita privata della stessa; lo stalker può essere sia una persona conosciuta, anche intimamente, che un perfetto estraneo e la vittima subisce importanti conseguenze sia a livello psicologico che nella vita sociale. Fondamentale che la persona sia consapevole che può adottare comportamenti protettivi nel caso ne sia vittima.
BIBLIOGRAFIA:
Hall D.M., The victims of stalking, in: Meloy J.R. (ed.) The psychology of stalking: clinical and forensic perspectives. San Diego, Academic Press, 1998, pp. 113-137
Kamphuis J.H. & Emmelkamp P.M.G., Traumatic distress among support-seeking female victims of stalking. American Journal of Psychiatry 2001; 158: 795-798.
Purcell R., Pathé M, Mullen P.E., Association between stalking victimisation and psychiatric morbidity in a random community sample. British Journal of Psychiatry 2005; 187: 416-420.
PROGETTO DAPHNE 04-1/091/W PERCORSI DI AIUTO PER LE DONNE VITTIME DI STALKING
