Secondo l’UE le misure del decreto italiano che prevede fondi per le associazioni pro-vita non c’entrano niente col PNRR. Già in passato l’Europa ha richiamato il nostro paese per il non rispetto dei diritti delle donne per la mancata applicazione della legge 194 nelle strutture sanitarie.

Artemisia è un’associazione che ha come una delle finalità statutarie la difesa dei diritti delle donne, tra cui l’autodeterminazione sulla propria vita e sul proprio corpo, il diritto alla salute e ad avere l’aborto garantito da parte del Servizio sanitario nazionale.

Periodicamente siamo costrette ad assistere ai tentativi di smantellare o depotenziare la legge 194 attraverso varie strategie più o meno subdole: dalla proposta di attribuire personalità giuridica all’embrione (che equivale ad equiparare l’interruzione di gravidanza ad un omicidio), alle infinite liste d’attesa causa lentezze burocratiche e alta percentuale di medici obiettori (che costringono una donna all’estenuante ricerca di una struttura ospedaliera), alle resistenze ancora presenti verso l’aborto farmacologico (RU486), al tentativo di far entrare le associazioni pro-vita nei consultori e nei reparti di ginecologia/ostetricia degli ospedali.

Per questo non possiamo tacere di fronte a chi ancora una volta tenta di vanificare una legge dello Stato, che va solo ed esclusivamente applicata. Troviamo grave inoltre che si sottoponga la donna, in una situazione intima e delicata, ad una pressione psicologica e a una crudele manipolazione e colpevolizzazione delle sue scelte.

Infine troviamo profondamente offensivo che in un dibattito sulla questione, come è accaduto in una trasmissione RAI, vengano invitati a parlare solo uomini che dovrebbero avere il buon senso e la delicatezza di tacere e magari di mettersi in ascolto. Ma forse per certi uomini (compreso il conduttore) è chiedere troppo.

Il dibattito politico e mediatico sta andando in direzioni preoccupanti. Si tratta di una vera e propria involuzione dei diritti delle donne e questo va denunciato facendo sentire la nostra voce in tutti i modi possibili.

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