Abbiamo ascoltato l’intervista all’Assessora Regionale Latini, con delega alle Pari Opportunità,
in occasione della quale la stessa, coerentemente a quanto aveva dichiarato il Presidente Acquaroli, durante la campagna elettorale (“Faremo come l’Umbria”) a proposito dell’aborto farmacologico, ha espresso “la sua personale posizione di assoluta contrarietà all’aborto”, con tanto di sottotitolo del Tg3 “Riflettere sulla pillola abortiva”, benché i temi affrontati nell’intervista fossero anche altri.
Francamente a noi poco interessa se l’Assessora è da sempre contraria all’aborto; come libera cittadina può decidere, in base alle sue convinzioni etiche, della propria vita e del proprio corpo; come Assessora, con responsabilità di Governo, non può decidere per tutte le donne, sulla base di sue personali convinzioni.
Ci sorprende che una donna con una formazione giuridica non abbia acquisito il principio della laicità dello Stato; ci indigna il fatto che pensi di poter così impunemente calpestare, in base alle sue convinzioni ideologiche, le conquiste frutto di decenni di lotte delle donne per affermare la libertà e l’autodeterminazione sul proprio corpo.
L’assessora ha il dovere di applicare una legge dello Stato che tutela la salute psico-fisica della donna e ne garantisce il diritto alla libertà di scelta. Una legge troppo spesso ostacolata dalle lunghe liste d’attesa, subdolamente boicottata con la foglia di fico dell’obiezione di coscienza e rendendo l’interruzione di gravidanza un vero percorso ad ostacoli. Tra l’altro ricordiamo che il Ministero della Salute, sulla base delle indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità, ha abolito l’obbligo di ricovero ospedaliero in caso di uso della RU 486, nelle strutture pubbliche, al fine di estendere l’uso del farmaco in alternativa all’intervento chirurgico.
Giusto perché le parole sono importanti la legge 194 NON è la legge SULL’ABORTO. Il suo titolo corretto e completo è “NORME PER L’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA E TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITA’”.
Chiediamo ad alta voce che in Consiglio Regionale le forze politiche di minoranza vigilino sul rispetto delle indicazioni ministeriali e sull’applicazione reale della legge 194 da parte dell’Amministrazione Regionale.
Ricordiamo con l’occasione che l’Associazione Artemisia è anche presidio, punto di informazione ed ascolto per la legge 194 nella sua sede in via Corridoni 21 a Fabriano.
